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Home: Gestione fauna selvatica: Carte vocazione faunistica

 

PROECO dispone di esperienza sul campo e strumentazioni hardware e software per la redazione di carte di Vocazione faunistica sia qualitative che quantitative.

Qui di seguito è riportato una brevissima descrizione della redazioni di tale cartografia.

Unità di Campionamento

Per vocazioni faunistiche qualitative, si intendono delle carte di probabilità di presenza di una specie animale (costruite e visualizzate attraverso il SIT) e stilate sulla base dei dati di presenza assenza sul territorio (dati binari del tipo presenza/assenza, si / no o 1 /0) disponibili per quella data specie animale. 
Per vocazioni faunistiche quantitative, si intendono invece quelle carte di vocazioni, che partono dalla conoscenza di dati quantitativi noti delle specie oggetto di studio, come densità di popolazione o numero di coppie riproduttive presenti, cioè da variabili quantitative continue. Sia le carte di vocazione qualitative che quelle quantitative rappresentano dei modelli di idoneità ambientale alle diverse specie animali o i cosiddetti Habitat Suitability indexes. 
La procedura di realizzazione è piuttosto complessa ma si può riassumere, in pratica e semplificando alquanto, nella seguente esposizione: tutti i modelli di vocazione faunistica si fondano sull'analisi dei principali parametri ambientali di un territorio oggetto di indagine (p.e. tipologie di uso del suolo della Provincia di Grosseto), utilizzando un reticolo cartografico di riferimento (in genere il reticolo UTM la cui cella elementare rappresenta 100 Ha di territorio) e implicano l’individuazione, in base all'analisi statistica e alla formulazione di modelli stocastico-statistici, di carte di probabilità di vocazione (cioè di presenza o assenza e grado di presenza).

Uso Suolo

Vengono selezionate sulla base cartografica, attraverso un procedimento di scelta randomizzato, numerose Aree Campione dette AC o UC (Unità di Campionamento), i cui parametri ambientali, di interesse per la specie oggetto di studio, vengono misurati e successivamente elaborati. La tecnica statistica utilizzata per consentire una prima verifica dell’interdipendenza delle variabili, nel caso di presenza assenza di una specie animale, e quindi nel caso di carte di vocazione qualitative, è l'Analisi della Varianza ad un fattore (la così detta One-way ANOVA).
Questa analisi statistica consente solamente di discriminare se esistono differenze tra gruppi, ma non permette di stabilire, nel caso della discriminazione tra più di due gruppi, quali, tra questi, siano differenti dal punto di vista statistico. Nel caso delle variabili quantitative continue, come valori di abbondanza o di densità desunti dai censimenti, viene utilizzata invece l’Analisi di Correlazione. Vengono così calcolati i coefficienti di correlazione (p.e. Coefficiente di Correlazione di Pearson) tra la Variabile Dipendente (l’abbondanza o la densità calcolata in base ai censimenti disponibili) e ogni singola variabile ambientale (o Variabile Indipendente). Questa analisi statistica evidenzia la tendenza di due variabili a variare insieme per via diretta (coefficiente di correlazione >0) o per via inversa (coefficiente di correlazione <0) ma non dice nulla circa il possibile rapporto causale tra una variabile ambientale e la Variabile Dipendente (p.e. rapporto causale tra una variabile ambientale e l'abbondanza o la densità di una specie). 
Il tipo di analisi fin qui descritto viene definito generalmente univariato. Quando si sono ottenute informazioni di tipo univariato, si può procedere all’analisi dei rapporti tra la variabile studiata (p.e. densità di una specie animale rilevata nei censimenti) e gli insiemi considerati di variabili ambientali, e quindi si procede alla formulazione dei modelli cosiddetti stocastici-statistici. 
Le tecniche statistiche che studiano queste interazioni tra più variabili sono le Analisi Multivariate (ARM) basate sul modello cosi detto di equazione lineare. 

Densità del cinghiale all'interno delle braccate di caccia

Uso del suolo e braccate di caccia al cinghiale

Un'evoluzione più sofisticata ed elaborata del modello lineare, che può intervenire nella successiva analisi, è poi l'Analisi di Regressione Logistica (ARL) basata sulla stima della probabilità che un evento accada, come ad esempio la presenza della specie in esame.
A differenza dell'ARM nell’ARL, la variabile dipendente y, in questo caso, può assumere valori compresi tra 0 (minima probabilità che l'evento accada) e 1 (massima probabilità che l'evento accada). Questo tipo di regressione permette l'utilizzo dei dati non trasformati e di variabili categoriche (quali appunto le variabili ambientali) e quindi è, nonostante la sua complessità teorica e concettuale, quello di più facile applicazione ed interpretazione nel campo della definizione delle vocazioni faunistiche quantitative e nella redazione delle relative Carte di Vocazione. 
Va tuttavia qui ricordato che, nonostante l'utilizzo di sofisticate tecniche matematiche, lo studio della consistenza e distribuzione delle specie animali e, soprattutto, la loro predizione secondo modelli probabilistici rimangono materie complesse, dipendenti da molte variabili (non sempre verificabili e quantificabili) e suscettibili di interpretazioni ancora soggettive. La corrispondenza effettiva dei modelli matematici con la realtà “sul campo” andrà pertanto attentamente vagliata da parte dei tecnici faunistici incaricati della stesura della Carta, utilizzando un approccio critico e, soprattutto, effettuando delle verifiche dirette sul territorio (osservazioni, rilievi ambientali e censimenti) a priori e a posteriori per confermare o scartare quanto evidenziato dal modello matematico statistico.
Un ulteriore tipo semplificato di tematismo faunistico, ma di sicuro effetto e di buona affidabilità come modello descrittivo generale, che potrà essere applicato alla Provincia di Grosseto, consiste nel rappresentare graficamente le densità o la presenza di una specie animale, in base ai risultati dei censimenti svolti, in funzione delle tipologie ambientali (uso del suolo) o di quadrati UTM di riferimento. Ad esempio, nel caso della gestione degli Ungulati, Lagomorfi e Galliformi, la densità, la consistenza e la struttura di popolazione di queste specie possono essere determinate attraverso l’elaborazione dei dati ottenuti dalle battute campione e dai censimenti da punti fissi di osservazione con l’uso di un programma GIS (Geographic Information System).
Innanzi tutto si provvede a digitalizzare o ad acquisire una mappa dell’uso del suolo della Provincia di Grosseto, in cui sono stati evidenziati gli ambienti più rappresentativi dell’area di studio. La mappa dell’uso del suolo che può essere ripresa e quella dell’Uso Suolo - Corine Land Cover 1:100.000 (uso del suolo digitalizzato dell’Unione Europea), modificato tenendo come riferimento la carta della vegetazione della Provincia di Grosseto in scala 1:10.000. L’acronimo CORINE (Coordinated Information on the European Enviroment) costituisce la sigla del progetto che prevede l’attuazione della decisione del Consiglio dei Ministri della UE, presa il 27/6/1985, circa le attività da intraprendere per acquisire, standardizzare e divulgare informazioni sullo stato dell’ambiente e delle risorse naturali degli Stati membri dell’Unione. 

Avvistamenti di muflone e distribuzione dei gruppi

Classi di densità del Capriolo in funzione dell'Uso del Suolo

La mappa così ottenuta ha rende possibile l’identificazione dei diversi ambienti presenti all’interno delle battute di censimento tramite la sovrapposizione delle aree di battuta con il layer dell’uso del suolo.
In seguito, può essere definita l’estensione percentuale di ogni tipologia ambientale all’interno di ogni battuta, rispetto alla superficie complessiva della battuta stessa. Questo si rende necessario, per poter suddividere il numero dei capi avvistati nella battuta, assegnandoli alle diverse tipologie ambientali in proporzione uguale alla percentuale in cui ciascun ambiente è presente nella battuta stessa, e quindi per poter stimare la distribuzione degli animali e di conseguenza la loro densità nei diversi ambienti rappresentati nella superficie di ogni battuta. Una volta determinata la densità degli animali censiti nelle varie tipologie ambientali campionate, è stato possibile stimare un valore medio di densità riferito a ogni singola tipologia ambientale e quindi estrapolare le densità e le consistenze relative all’uso del suolo di tutta la Provincia di Grosseto.
Questo tipo di analisi si rifà, anche se in maniera molto semplificata, agli Habitat Suitability Indexes (indici di idoneità ambientali) con l’assunzione principale che l'habitat viene a essere considerato come il principale fattore che determina la presenza e l'abbondanza di una specie animale: ovviamente, questo tipo di approccio risulta essere un buon modello, solo se si possono utilizzare i risultati di censimenti realmente effettuati e quindi avere dei dati certi di riferimento. 
Inoltre, questo tipo di rappresentazione è alquanto semplificata, poiché non ci fornisce informazioni sulle altre variabili responsabili della presenza o dell'abbondanza di una specie animale o sui fattori che sottintendono alla dinamica di popolazione.  

 

PER INFORMAZIONI
Dott. Federico Morimando: morimando@proeco.it
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